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MA PROPRIO
TUTTI POSSONO DONARE IL SANGUE? |
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Naturalmente la risposta è no. E a
questo proposito occorre una seria presa di coscienza da
parte del potenziale donatore, che è invitato ad un
confronto con il personale sanitario di riferimento
oltre che alla compilazione di un questionario. Essere
in buona salute è il requisito fondamentale per donare.
Ecco perché diventa necessario rispondere con estrema
responsabilità alle domande sul proprio stile di vita.
L'elenco completo delle cause di non idoneità e degli
eventuali periodi di sospensione dalla donazione sono
contenuti nella normativa di riferimento . In linea di
massima, non possiamo donare se il nostro stile di vita
è poco sano, se usiamo droghe o abbiamo rapporti
sessuali a rischio, se beviamo oltre i limiti, se
risultiamo positivi al virus dell'epatite o dell'Aids o
se siamo affetti da altre malattie. Diventare donatori
significa, quindi, tenere anche costantemente sotto
controllo la nostra stessa salute. |
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QUANDO DONO IL
SANGUE POSSO CORRERE QUALCHE RISCHIO? |
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Anzitutto il consiglio è sempre quello
di donare periodicamente e in modo sistematico. Questo
perché il controllo abituale consente una diagnosi
precoce di eventuali malattie infettive o di altra
natura. Quanto ai rischi per il donatore, sono
praticamente nulli se si esclude un'eventuale reazione
emotiva legata alla paura dell'ago: in tal caso basta un
bel respiro, mantenere la posizione supina e
concentrarsi sull'importanza morale del gesto in atto,
piuttosto che sul proprio braccio! Del resto, se doniamo
solo il sangue intero il prelievo non dura che pochi
minuti. Né possono sussistere rischi di infezione,
essendo il materiale utilizzato dal personale sanitario
perfettamente monouso. Il donatore comunque sarà
informato dal personale sanitario sul comportamento da
tenere nelle 12 ore successive alla donazione, in
particolare a non eseguire lavori pesanti. |
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CON QUALE
FREQUENZA POSSO DONARE IL SANGUE? |
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Si consideri che nel giro di qualche
ora dalla donazione il nostro organismo riesce già a
rimpiazzare in modo fisiologico e naturale il plasma, ed
in pochi giorni si ricostituiscono globuli bianchi e
piastrine. Occorrono invece tre o quattro settimane per
i globuli rossi. Detto ciò, è la legge a stabilire il
numero di donazioni che, in riferimento al sangue
intero, non deve essere superiore a quattro per l'uomo,
nel corso dell'anno, e due per la donna in età fertile;
l'intervallo tra due donazioni, poi, non deve essere
inferiore a novanta giorni. Nessuna indicazione viene
data, invece, per il numero minimo di donazioni,
lasciato alla volontà e alla coscienza del donatore. |
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E' VERO CHE AL
DONATORE CHE LAVORA SPETTA UN RIPOSO? |
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Si, è vero. Secondo la legge [Legge 219
del 21 ottobre 2005, art. 8], il lavoratore dipendente
che si reca a donare il sangue ha diritto all'astensione
dal lavoro per la giornata in cui effettua la donazione;
tale giornata viene però regolarmente retribuita. Per
questo beneficio egli dovrà esibire al proprio datore di
lavoro un certificato rilasciato dal centro
trasfusionale in cui è avvenuta la donazione. Diversa è
la situazione di uno studente che, non essendo
legalmente paragonabile ad un lavoratore, non ha diritto
a simili benefici. La dispensa dall'interrogazione del
giorno sarà lasciata al buon cuore dei professori! |
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CHE COS'E' IL
GRUPPO SANGUIGNO? |
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E' una caratteristica ereditaria legata
ai globuli rossi, a tutte le cellule dell'organismo ed
anche ai liquidi organici (ad es. il plasma). Sulla
membrana dei globuli rossi e di tutte le altre cellule
si trovano particolari sostanze chimiche indicate con le
lettere A e B: se c'è soltanto la sostanza A si parla di
gruppo A; se solo la B, di gruppo B; se sono presenti
tutte e due le sostanze, si parla di gruppo AB, mentre
nel gruppo 0 (ZERO), statisticamente più diffuso, esse
non sono presenti. Altra particolarità è il fattore Rh,
positivo (+) se é presente, nella maggioranza (85%)
delle persone, o negativo (-) se assente (15% della
popolazione). Tutto ciò identifica il gruppo sanguigno
di ciascun individuo che, tranne rarissimi casi
patologici, resta lo stesso per tutta la vita. Nella
donazione è molto importante conoscere il gruppo
sanguigno, perché non si può ricevere sangue che
contenga sostanze che l'individuo non abbia già; quindi,
per una trasfusione, occorre trovare sangue dello stesso
gruppo, con l'eccezione del gruppo ZERO Rh negativo che
identifica il cosiddetto ?donatore universale?, mentre
il gruppo AB è di chi può ricevere da tutti. |
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HO SENTITO
PARLARE DI AUTOTRASFUSIONE. DI CHE SI TRATTA? |
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Nell'autotrasfusione donatore e
ricevente sono la stessa persona. Essa infatti si
effettua essenzialmente in caso di interventi chirurgici
programmati e consiste nel prelievo di sangue dallo
stesso paziente e nel suo ?predeposito? in previsione di
eventuali emergenze. In questo modo, a parte il
risparmio sulle scorte di sangue, si eliminano i rischi
incompatibilità e di trasmissione di malattie infettive. |
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UN ULTIMO
CONSIGLIO UTILE PER CHI DONA... |
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Ci sono alcuni accorgimenti da seguire
sia prima che dopo la donazione. In genere si dona di
primo mattino, e in tal caso il volontario dovrebbe star
digiuno almeno dalla mezzanotte (unica concessione, un
po' di the o caffè amaro). Si chiede di evitare comunque
pasti abbondanti nelle 24 ore precedenti. E'
consigliabile anche rimandare la donazione se durante la
notte ci si è affaticati troppo, ad esempio dopo un
turno di lavoro, e se nelle 24 ore precedenti si è fatta
un'attività sportiva particolarmente intensa. Anche
nelle 24 ore che seguono la donazione si consiglia di
evitare sport o lavori particolarmente faticosi. Subito
dopo il prelievo sarebbe opportuno evitare sia alcool
che sigarette per almeno due ore. Nel corso della
giornata è anche consigliabile bere da uno a due litri
di acqua. E per qualsiasi altro dubbio o richiesta puoi
contattare il gruppo Fratres a te più vicino. Ti
auguriamo una buona donazione! |
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